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Il Giardino del Turia: dal fiume domato al grande parco di Valencia (e presto fino al mare)

· La Rédaction de TDV
Nato da un'alluvione tragica e da una vittoria dei cittadini, il Giardino del Turia è il polmone verde di Valencia: la sua storia, cosa farci e il futuro fino al mare.
Il Giardino del Turia: dal fiume domato al grande parco di Valencia (e presto fino al mare)

Se c'è una cosa che tutti ti diranno il giorno in cui posi le valigie a Valencia, è questa: il Turia è il cuore della città. Nove chilometri di verde che attraversano il centro da ovest a est, là dove un tempo scorreva un fiume. Ci si corre, ci si pedala, ci si fa il picnic, ci si portano i bambini. Ma dietro questa evidenza si nasconde una delle più belle storie urbane d'Europa: quella di una catastrofe trasformata, grazie a una mobilitazione popolare, in un immenso giardino. E la storia non è ancora finita, perché questo nastro verde si prepara finalmente a raggiungere il mare.

Un fiume, una tragedia

Per secoli il Túria ha scorso nel pieno centro di Valencia, scavalcato da splendidi ponti di pietra. Un fiume capriccioso, che straripava con regolarità. Fino al dramma fondatore: la notte del 14 ottobre 1957, dopo piogge torrenziali, il fiume esce dal suo letto e sommerge la città. La grande piena, la riada, provoca decine di morti e lascia Valencia sepolta nel fango. Il trauma è enorme, e la domanda diventa politica: bisogna impedire che accada di nuovo.

Chi conosce l'alluvione dell'Arno che travolse Firenze il 4 novembre 1966 capisce subito di cosa si parla: la furia improvvisa di un fiume urbano lascia una ferita che una città non dimentica. A Valencia la risposta fu radicale. È il Plan Sur, adottato all'inizio degli anni Sessanta: si devia completamente il Túria a sud della città, in un nuovo canale artificiale che aggira l'abitato. Al prezzo di un cantiere colossale portato a termine all'inizio degli anni Settanta, il fiume non attraversa più Valencia. Resta allora, nel bel mezzo della città, una cicatrice immensa: un letto asciutto lungo diversi chilometri.

« Il letto del Turia è nostro »

Che fare di questo corridoio vuoto? I piani dell'epoca non lasciano dubbi: ci passerà un'autostrada urbana, per attraversare la città in automobile. È qui che si gioca la svolta. Alla fine degli anni Settanta, in piena transizione democratica, i valenciani scendono in strada dietro uno slogan rimasto celebre:

« El llit del Túria és nostre i el volem verd. » (Il letto del Turia è nostro, e lo vogliamo verde.)

La mobilitazione dei cittadini ha la meglio. Lo Stato cede il terreno alla città, il progetto autostradale viene abbandonato e si decide di farne un parco. La sistemazione, affidata tra gli altri all'architetto Ricardo Bofill per le prime sezioni, procede a poco a poco a partire dagli anni Ottanta. Tratto dopo tratto, il letto morto diventa il Giardino del Turia. È ciò che rende unico questo luogo: non è un parco disegnato su un foglio bianco, ma un fiume restituito agli abitanti.

Il giardino oggi: tutto quello che puoi farci

Il risultato è uno dei più grandi parchi urbani di Spagna: quasi nove chilometri nel pieno centro, un susseguirsi di giardini, prati, fontane, pinete e aree gioco, il tutto in basso rispetto alla città, al riparo dal traffico. Ci si entra e ci si esce attraverso gli antichi ponti, che oggi scavalcano il verde invece dell'acqua. Ecco le tappe imperdibili, da ovest a est.

Correre, camminare, pedalare

È l'uso sovrano. Una grande pista ciclabile percorre tutto il giardino, affiancata da sentieri per chi corre e per chi cammina. È l'asse verde che collega buona parte della città senza mai incrociare un'auto, ideale per andare al lavoro in bici, fare il footing del mattino o semplicemente attraversare Valencia a piedi. Se non hai una bicicletta, le stazioni di Valenbisi e i noleggiatori intorno al parco ti risolvono il problema in due minuti.

Il Parco di Capçalera e il Bioparc

All'estremità ovest, il Parco di Capçalera (Cabecera) è la parte più paesaggistica: un grande lago dove si possono noleggiare barche, colline, aree ombreggiate. Proprio accanto si trova il Bioparc, uno zoo di nuova generazione senza sbarre visibili, che ricrea i paesaggi africani. Una gita in famiglia classica e sempre riuscita.

Il Gulliver, il regno dei bambini

Impossibile parlare del Turia senza citare il gigante. Il Gulliver è un'enorme scultura-area gioco che rappresenta l'eroe di Swift disteso a terra, legato dai lillipuziani: i capelli, i vestiti e le corde sono altrettanti scivoli e rampe che i bambini scalano a volontà. Gratuito, spettacolare e sempre pieno di risate.

Il Palau de la Música e i ponti

Risalendo verso il centro, il Palau de la Música apre la sua grande vetrata sul bordo del giardino: concerti classici, jazz e grandi appuntamenti in una cornice luminosa. Tutt'intorno, i ponti storici raccontano la città vecchia, dal Pont del Mar al Pont de les Flors, ricoperto di fiori nella bella stagione. Alza lo sguardo: stai camminando là dove passavano le barche.

La Città delle Arti e delle Scienze

All'altra estremità, il giardino si chiude in un'apoteosi futurista con la Ciutat de les Arts i les Ciències, firmata Santiago Calatrava. L'Hemisfèric e il suo occhio di vetro, il Museo delle Scienze, l'Umbracle, il Palau de les Arts (il teatro dell'opera) e soprattutto l'Oceanogràfic, il più grande acquario d'Europa: è la cartolina moderna di Valencia, posata proprio in fondo all'antico fiume. Che tu lo visiti o ti limiti ad ammirare l'architettura dalle vasche, il posto vale la deviazione a qualsiasi ora, ed è splendido di notte.

E tutto il resto

Tra questi grandi punti di riferimento, il Turia è soprattutto un immenso terreno di gioco quotidiano: campi sportivi, pista di atletica, tavoli da picnic, spazi di yoga improvvisati all'alba, roseti e angoli d'ombra perfetti per leggere nel pomeriggio. Un consiglio da chi ci vive: vieni presto la mattina o a fine giornata d'estate, approfitta delle fontane per rinfrescarti e scegli la parte ovest (Cabecera) quando cerchi ombra e tranquillità.

Domani: il Turia fino al mare

Manca però una cosa al quadro, e i valenciani lo sanno bene: il giardino si ferma appena dopo l'Oceanogràfic, senza raggiungere il Mediterraneo lì a due passi. L'ultimo chilometro, verso il quartiere marittimo di Nazaret, è rimasto per decenni una terra di nessuno incastrata tra la città e il porto, a lungo bloccata dai progetti logistici. Il nastro verde non ha mai raggiunto l'acqua.

È questo anello mancante che verrà finalmente colmato dal futuro Parc de la Desembocadura (il parco della foce). Il progetto vincitore, battezzato « (Con)fluir », è stato scelto tra cinque proposte per disegnare quest'ultima sezione e collegare il Giardino del Turia ai Poblats Marítims, i quartieri del mare.

Sulla carta il programma è ambizioso: poco più di 104.000 metri quadrati di spazio nuovo, per un investimento di circa 18,3 milioni di euro, finanziato in gran parte dall'Autorità portuale di Valencia (16,2 milioni) e completato dal Comune (2,1 milioni). In programma: una foresta urbana nello spirito del parco della Rambleta, grandi prati, un canale d'acqua e due omaggi al luogo: una lama d'acqua che ricorderà l'antica spiaggia di Nazaret, scomparsa con l'espansione del porto, e un nuovo Gulliver gigante, questa volta a tema naufragio. Il progetto prevede anche di riaprire un vecchio ponte pedonale per ricollegare il cuore storico di Nazaret al resto della città, e di sistemare i passaggi sotto i ponti di Drassanes e Astilleros, per offrire una continuità ciclabile e pedonale dal parco fino alla riva.

Quanto al calendario, il progetto definitivo è entrato nel 2025 nella sua fase di approvazione da parte del Comune, dopo essere stato presentato agli abitanti di Nazaret, i primi interessati. Al di là dei numeri, la posta in gioco è simbolica e riparatrice: prolungare finalmente il grande asse verde fino al mare, ricucire un quartiere a lungo sacrificato e offrire a Valencia un polmone continuo che andrà dalla montagna d'acqua di Cabecera fino alle onde del Mediterraneo.

Perché il Turia è Valencia

Se una sola passeggiata dovesse riassumere questa città, sarebbe questa. Il Turia racconta tutto: la memoria di una tragedia, la vittoria di abitanti che hanno rifiutato il cemento e quella dolcezza di vivere tutta valenciana che consiste nel trasformare una cicatrice in giardino. Che tu sia appena arrivato o solo di passaggio, scendi nel letto dell'antico fiume, scegli una direzione e cammina. Presto potrai arrivare fino al mare senza mai lasciare il verde.

Fonti

  • Ajuntament de València, servizio dei giardini e progetto del Parc de la Desembocadura (« (Con)fluir »).
  • Autoritat Portuària de València (finanziamento del parco della foce).
  • Storia del Plan Sur e della riada del 14 ottobre 1957, archivi municipali di Valencia.

Aggiornato: luglio 2026. The Daily Valencia è una pubblicazione assistita dall'IA con revisione editoriale umana. I fatti storici e le cifre citate sono ripresi da fonti pubbliche e ufficiali; segnalaci qualsiasi imprecisione.

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